Pubblico, privato, segreto

Quando cade un governo come questo finisce un’epoca, con la sua etica, la sua morale e la sua estetica. Con il suo sottotesto fatto di una società che vede solo due tipi di donne, le mamme e le puttane, le une a recitare il ruolo di angeli del focolare in stile anni 60 e le altre a sedere in Parlamento. Modelli in cui è difficile riconoscersi. E infatti le donne si sono fatte sentire.

Tuttavia mi chiedo se tutto questo abbia avuto davvero un peso sui costumi sessuali della nostra generazione, quella che si è beccata per intero i 17 anni di can can, e che cosa succederà adesso. Dovrò sentirmi in colpa se mi verrà voglia di accogliere mio marito in guepière? Perderò la mia dignità di donna consapevole e impegnata se continuerò a chiacchierare di sesso e dintorni da una camera che condivido con un uomo che non ho mai visto? Mediterò ancora sull’opportunità di bruciare in piazza il reggiseno?

Non credo. Credo che anzi si ristabilirà un equilibrio, quello per cui ognuno di noi ha una vita pubblica e una privata. E alcuni anche una vita segreta. Il blog, tutti i blog, sono una di quelle alchimie per cui il pubblico si traveste da privato e viceversa, magicamente, e a volte è espressione direttamente della vita segreta.

Etica, morale ed estetica si collocano a tutti e tre i livelli, ma con segni diversi. I tacchi a spillo possono stare nella sfera del pubblico, mentre la guepière, appunto, sarà sempre in quella del privato; quello che succede nella mia camera da letto (quella vera), infine, sta nel segreto.

Ecco, credo che la cosa veramente devastante di questi anni sia stata la confusione dei piani e dei segni relativi. Adesso prendiamoci un po’ di tempo e rimettiamoli a posto.

/G

E' caduto il governo? Quale governo? Ma avevamo un governo? Non me n'ero accorto. Ho visto le Smart entrare a palazzo Grazioli mentre lo spread andava nella stratosfera, ho visto il direttore panzone con gli altri direttori che aprivano la campagna elettorale, ho visto la clac di qualche prezzolato fancazzista che cantava e sventolava bandiere di fronte ai palazzi del cavaliere, sto vedendo su La7 il ministro nano che addossa le colpe della crisi a tutti gli altri ma non a se stesso ed ai suoi compari. E' cambiato qualcosa che non so?

Una importante novità nel teatrino delle consultazioni per formare il nuovo gabinetto – anche per il simbolismo intrinseco – introdotta dal senatore Monti è stato l'incontro con le rappresentanze dei giovani e delle donne. Per la prima volta un presidente incaricato sente l'obbligo di dar voce a chi voce non l'ha mai avuta.
I numeri di telefono e le pilloline blu, che Fiorello pensa dimenticate in qualche cassetto di palazzo Chigi, sono sostituite da subito dal riconoscimento della dignità di queste due fasce sociali. Per la prima volta il premier incaricato dà valenza istituzionale, e quindi politica, a queste componenti, per sentire dalle loro vive voci i problemi, le esigenze, forse anche le risposte che il mondo femminile e giovanile aspettano da anni.
Dalla "donna orizzontale" passiamo alla "donna verticale": è un cambiamento epocale. E' troppo presto per dire cosa farà Monti, di sicuro possiamo affermare che farà, qualcosa farà, anche per le donne ed i giovani.
Prescindere dalle donne italiane come patrimonio sociale, economico, culturale, vuol dire – oltre che essere fuori dal tempo – non aver capito nulla della situazione attuale e futura del nostro Paese. Così come ignorare i giovani significa non avere futuro, non avere prospettive, bloccare la Nazione alla visione egoistica e miope di un bavoso ultrasettantenne.

L'unica cosa non esatta, nel ragionamento della mia dolce compagna, è di prenderci un po' di tempo. Purtroppo non ne abbiamo: dobbiamo partire subito per costruire un futuro per i nostri figli e per ridare alle donne italiane la dignità che si meritano tutta, e che un manipolo di sgualdrine ha calpestato in tutti questi anni, per il piacere privato di un uomo pubblico che, in quanto tale, diventa valenza pubblica anche alla sua vita privata.

/M

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Pubblicato in Costume | Tagged as: , , , | 6 commenti

6 risposte a Pubblico, privato, segreto

  1. Lanterna scrive:

    Io non so se Monti sarà tutta questa svolta, nel senso che un conto sono le buone intenzioni e un altro la capacità/possibilità di realizzarle.
    Devo dire la verità: del governo B. non mi colpisce tanto l'uso del corpo femminile, lo scambio di favori sessuali contro favori politici o cose del genere. Certo, mi dà un po' fastidio il fatto di vederli esibiti invece che tenuti segreti, ma la verità è che, se questo governo avesse lavorato bene per il Paese e per il suo sviluppo, degli scandali sessuali ce ne saremmo fregati. E invece penso che noi donne ci siamo sentite cornute e mazziate: abbiamo avuto per troppo tempo un premier che, oltre a non favorire nessuna concreta politica di pari opportunità, si schienava escort su escort. Avesse fatto tanti nidi quante zoccole si è portato a casa, noi donne avremmo fatto spallucce di fronte alle sue donnine.

    • G scrive:

      vero, e però credo che, proprio a causa dei vari scandali e scandaletti a sfondo sessuale ci sia stata proprio un'alterazione della sensibilità delle persone rispetto a questi temi. alterazione perché per la prima volta abbiamo sentito genitori dire che sarebbero stati contenti se le loro figlie avessero partecipato a un festino ad arcore, per esempio e tra le altre cose.
      per questo non volevo farne una questione politica ma di costume, proponendo delle riflessioni molto circostanziate su come è stata modificata la testa degli italiani in questo orrido periodo.
      (poi sì, se le zoccole non me le fossi trovate in parlamento per me lui poteva farsene quante voleva, nel tempo libero e fuori dai tg).

  2. M scrive:

    Dalle parole ai fatti che, alle 14.30 quando scrivo questo commento, sono nei nomi e nelle funzioni ricoperte da donne nel governo Monti: Elsa Fornero, Paola Severino e Anna Maria Cancellieri, rispettivamente al Welfare e Pari Opportunità, alla Giustizia e agli Interni.
    Tre nomi prestigiosi di donne molto preparate per altrettanti ministeri di forte peso, come si suol dire, e non per incarichi di secondo piano. Se, come vado sostenendo da tempo, le donne brave in politica valgono più degli uomini, ne vedremo di belle. Auguri a loro, e a noi.

  3. Melete scrive:

    Credo di incarnare le due condizioni più sfavorevoli in assoluto in Italia: sono una donna e sono giovane. Dopo 5 anni in un classico a indirizzo linguistico, vista l'aria che tirava, e visto che mi sentivo soffocare in un posto dalla mentalità claustrofobica come l'Italia, mi sono trasferita in Francia. Ho fatto appena in tempo a diventare maggiorenne, prendere la patente e passare la maturità che me ne sono andata. Altro che Erasmus! Voglio lavorare per l'UE, e sapevo già, fin dall'inizio, che essendo donna e giovane in Italia, se fossi rimasta dov'ero, non mi sarebbe stato permesso. Come se non bastasse, ho sempre commesso il peccato più grave nella nostra Italyland: mi sono considerata pari a un uomo quanto a dignità, intelligenza e libertà di parola. La mia empietà mi è costata un autoesilio di salvezza.
     
    Sono a Lione da agosto, e da settembre studio Diritto e Scienze Politiche. Mi sto ammazzando di lavoro, non solo perché si tratta di una laurea doppia, ma anche perché la faccio in una lingua che non è la mia, sperando che parlare tre lingue correntemente e avere uno o più master in questo ambito possa aiutarmi a trovare un lavoro un po' diverso da casalinga/prostituta/donna delle pulizie/commerciante/maestra d'asilo nido. Ovviamente, non in Italia. 
     
    Piccola nota sull'assurdità: studiare in Francia in un'università pubblica costa meno che studiare fuori sede in Italia. A parte i costi della vita, che sono abbastanza simili, il totale da me pagato per l'università è 255 euro. No, non manca uno zero. 255 tutto compreso. Come se non bastasse, lo Stato, in nome della mia condizione di studentessa, mi versa mensilmente 90 euro di aiuto per l'alloggio, che, su un affitto di 310 euro al mese, non sono pochi. Inoltre, ho agevolazioni in praticamente tutti gli ambiti della vita quotidiana: il mio abbonamento al sistema autobus-metro-tram (che qua, a differenza dell'Italia, FUNZIONA) ammonta mensilmente a 25,60 euro; posso mangiare alla mensa della facoltà con poco più di tre euro (pasto completo: antipasto, piatto principale, contorno e dolce); ho accesso gratis ai musei e riduzioni in teatri, cinema e concerti; diversi sistemi di ristorazione pubblica prevedono sconti per studenti; ho avuto uno smartphone a un euro e ho un contratto da 26 euro al mese che comprende internet illimitato, messaggi illimitati e due ore di chiamate… Meditiamo, Italiani/e, meditiamo.

    • M scrive:

      Conosco abbastanza bene la realtà francese (con un governo di centrodestra!), avendo mio figlio a Parigi ormai da una decina d'anni. E' tutta un'altra cosa.
      Grazie alla sua esperienza posso dirticon sicurezza: non preoccuparti per la lingua. Lui è partito con un inglese imparato negli Usa e un francese odiato in partenza. In un anno lo parlava correntemente.

  4. Melete scrive:

    Il francese non mi preoccupa, sono partita con un DALF livello C1 :P mi preoccupa il fatto di studiare diritto in francese; non tanto per la lingua in sé, ma per una questione di tempistica: il tempo da me impiegato a fare un esame scritto sarà, suppongo, mediamente più lungo di quello di uno studente francese… Ma non è questo il punto; il punto è che siamo vicini di casa e non riusciamo a imparare niente!

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