La fantasia dello sconosciuto e altre storie

La metropolitana. Lei entra nel vagone della metro in un giorno qualunque all’ora di punta. È pieno, si sente il respiro della gente addosso. Una mano, da dietro, le si appoggia su un fianco. Lei fa per voltarsi ma una voce le sussurra all’orecchio: “No”. È il segnale. La mano si fa più insinuante, entra sotto il soprabito e poi sotto i vestiti. Il resto è storia.
Le varianti (da combinare a piacere): lui non è affatto uno sconosciuto, è un gioco ed è divertente. Il vagone è vuoto, e oltre ai sostegni hanno a disposizione i sedili, il pavimento, possono perfino appendersi senza che nessuno se ne accorga. Un brivido ad ogni fermata aggiunge, non toglie. 

L’ascensore. Entrano insieme, lui e lei, e non si conoscono. “A che piano?” “12”. Lui prenota entrambe le fermate, ma è un attimo. L’ascensore si ferma e.
Le varianti (da combinare a piacere): l’ascensore è affollato, lei è il capo di lui, l’ascensore si blocca da solo, i piani sono solo 2, entra l’uomo delle pulizie.

Il centro commerciale. Gli sguardi di lui e lei si incrociano al bar, c’è dentro una domanda. Lui si alza e si dirige in un negozio di abbigliamento. Lei lo segue. Negli sguardi adesso c’è una risposta. Lei entra in un camerino di prova. Lui la segue.
Le varianti (da combinare a piacere): si sono scontrati, non guardati; si sono dati un appuntamento in chat, ma è la prima volta che si incontrano; i camerini di prova erano occupati, si vedono nel bagno, nel parcheggio, in un locale di servizio.

Eccetera.
Fare sesso con uno sconosciuto è una delle fantasie più frequenti nelle donne. Che non vuol dire stupro, violenza, umiliazione, non è questo il concetto (mi sono documentata). È proprio sesso privo di perché e di per come, puro e semplice.

Mi raccontate altre storie?
(M, e gli uomini sognano mai di farlo con una sconosciuta? Le mie fonti dicono di no).

/G

Le fonti dicono bene.
Per una volta i ruoli si invertono: gli uomini (ma sarebbe ora di chiamarli maschi, senza attribuzioni né positive né negative, perché il latino homo,hominis indica il genere umano) hanno bisogno di un riferimento concreto per le proprie fantasie: l'amica, la collega, la donna di spettacolo, la commessa. Anche nella masturbazione giovanile ci dev'essere un riferimento concreto, e la rivista porno – ma anche il catalogo Postal Market – fa al caso.
Nelle mie due-tre novelle hard, rigorosamente conservate nel cassetto segreto, la mia protagonista aveva un volto ed un nome e cognome ben precisi: era l'amica con i suoi tratti ben definiti, che cambiava nome e si materializzava sul foglio, in situazioni improbabili, ma sempre ben concrete.

Passare dalla fantasia alla realtà è ancora più arduo. Ci sono biblioteche grandi come grattacieli che contengono le fantasie maschili andate buche, semplicemente perché facciamo sempre i conti senza l'oste, o l'ostessa in questi casi. E' più facile che la situazione calda si realizzi all'improvviso, senza averla pianificata.
Anni fa sono andato a Roma in treno. Non avevo prenotato la cuccetta e quindi ho cercato uno scompartimento sufficientemente libero per schiacciare un sonnellino. Ne ho trovato uno in cui c'era una sola persona, una giovane donna, oltretutto niente male. Mi sono accomodato di fronte, abbiamo chiuso la porta dello scompartimento e le tendine, spento la luce, ed abbiamo occupato tutte le poltrone, uno di fronte all'altra, come in letti separati ma a distanza di un braccio. Era la fantasia perfetta esposta da G in apertura.
Non so se alla mia partner occasionale sia venuto qualche pensiero; io so che non ho dormito tutta la notte, pensando a quello che avrebbe potuto succedere. Ma non è successo.

Alla domanda di G ne aggiungo quindi un'altra: ma siete mai passati/e dalla fantasia ai fatti?

/M

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Pubblicato in Fantasie | Tagged as: , , , | 10 commenti

10 risposte a La fantasia dello sconosciuto e altre storie

  1. Melete scrive:

    No, in questo senso credo di essere più "maschile": le mie fantasie hanno sempre incluso gente che conoscevo, mai sconosciuti. Al massimo si trattava di situazioni simili a quelle dello "sconosciuto", ma sempre in riferimento a qualcuno di concreto. Essendo una donna, però, non ho mai avuto bisogno del catalogo postal market perché la mia mente si sbizzarrisse… E penso che anche io scriverò presto due o tre racconti erotici. Rigorosamente da cassetto sigillato, of course.

    • M scrive:

      Ne parlerò con G: se facessimo una nuova pagina dove sbattere tutte queste novelle?

      • Melete scrive:

        Per me sarebbe un disastro, a livello psicologico, perché fanno parte di un subconscio che non posso controllare e che, perciò, mi dà un po' da fare… Pubblicare quei racconti, quando esisteranno, sarebbe ammettere che questo subconscio esiste, e non credo che sarebbe facile…

  2. Melete scrive:

    A proposito di racconti erotici, sarò all'antica, ma mi hanno sempre detto molto di più di quanto non facessero delle immagini. La mia fervida immaginazione preferisce disegnare personalmente una situazione avendo linee-guida (quelle del racconto, appunto), piuttosto che seguire un percorso già definito. Sarà per questo, credo, che il porno mi ha sempre fatto ridere oltre ogni misura.

  3. Sara scrive:

    1. Ora capisco perché Harry sostiene con Sally che gli uomini vogliono farsi le amiche, anche le brutte!
    2. Non è che noi donne fantastichiamo sugli sconosciuti perché siamo altamente selettive ed esigenti e raramente ne troviamo uno decente tra quelli che conosciamo?

    • M scrive:

      Sul primo punto: è probabile, perché la fantasia funziona meglio di qualsiasi Photoshop e tutte sono delle top model con Q.I. di 185 e capacità erotiche da bordello.

  4. Sonia scrive:

    Io sono perfettamente in linea con Melete (a parte il fatto che non sono in grado di scrivere racconti erotici… ma non si sa mai, potrei fare un tentativo :-) ).
    Anche io preferisco avere fantasie su incontri casuali, ma con partner conosciuti…
    La mia storia personale rende molto complilcato passare dalla fantasia ai fatti: è già sufficientemente arduo l'incontro pianificato :-)

  5. Lanterna scrive:

    Eh, hai voglia, sogni e fantasie su sconosciuti a bizzeffe! E in realtà ci sta anche qualche fantasia di violenza: non è un caso che siano più frequenti nelle ragazze inesperte o inibite, perché è come se la nostra psiche ci desse un alibi per fare sesso.
    Secondo me, in questo senso può essere interessante leggere La Magia dell'Amore di Phyllis Curott: racconta il percorso di una giovane donna verso un'integrazione nella propria vita dell'aspetto dionisiaco dell'amore, ovvero di come si debbano conoscere e non colpevolizzare i propri lati oscuri in materia di sesso.
    Per certi versi, un libro ingenuo, ma per molti altri illuminante.

    • M scrive:

      I sogni sono ancora più malandrini delle fantasie: vengono come vogliono e superano la fantasia in forme che condanniamo nella maniera più assoluta. Far l'amore con familiari molto stretti o con persone dello stesso sesso penso sia capitato a tutti almeno una volta nella vita.
      i sogni son desideri, come cantava quella, o è l'inconscio che esorcizza devianze impossibili?

  6. G scrive:

    grazie della segnalazione, Lanterna, me lo cercherò (il libro, eh).
    rispondo a M: questo tipo di fantasia è quasi destinata a rimanere tale. poi, per carità. in "ave mary", un libro che ho apprezzato moltissimo, viene riportato il caso di una ragazza spagnola che abbordava gli uomini in piazza di spagna per una scommessa fatta con il suo ragazzo (poi uno ha esagerato e lei lo ha denunciato per stupro. salvo poi ritirare la denuncia e raccontare tutta la storia): esattamente la trasformazione di una fantasia della sconosciuto in realtà. 
    poi, certo, ci sono un sacco di sfumature, per cui anche il concetto di sconosciuto è tutto da definire…

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