Il reggicalze in 7 lezioni capitali

Riesco a mantenere il mio proposito di non indossare collant – tranne che con le gonne corte – e inevitabilmente mi scappa di esplorare territori limitrofi all’autoreggente. Così, seguendo il consiglio di una lettrice, giorni fa mi metto un paio di parigine. L’effetto è molto bello, non c’è che dire. Un ultimo sguardo compiaciuto allo specchio e faccio per uscire. Alla porta una delle due calze è irrimediabilmente calata sul bordo dell’anfibio (parigine con gli anfibi, certo). Me ne faccio una ragione e tiro fuori dalla borsa le autoreggenti che avevo già messo dentro perché non si sa mai. Esco. Fatti 100 metri ce n’è una che comincia a cedere, la sento. Ma non cederò (io) alla tentazione del collant, se no non mi chiamo più G. A mali estremi estremi rimedi. E vado a piangere da Annamaria.

Annamaria è la madrina spirituale di questo blog, nonché, da qualche tempo, mia consulente e fornitrice ufficiale di intimo. Dopo un rapido check su come tratto le autoreggenti (hai messo una crema? No. Come le lavi? A mano. E così via: promossa), ecco l’idea: un reggicalze. Uh! Me ne tira fuori due scatoloni enormi, che non ci potevo credere che ne esistessero così tanti. E mi fa la sua lezione, mentre ne tira fuori un tot e me li prova (lei, me li mette lei, ha capito che se no facciamo notte).

Lezione n. 1: i reggicalze bassi sono forse i più belli, ma sono appunto solo decorativi, non servono a tenere su le calze. Vanno indossati sui fianchi, ma attenzione comunque che non siano larghi, se no diventano una tortura.

Lezione n. 2: i reggicalze che servono a reggere le calze devono essere un po’ alti – più alti sono meglio è. Chi fa burlesque ne usa di molto alti, che vanno dalla vita ai fianchi (coperti), con i ganci grandi. Ce ne sono anche, tornati di moda, che somigliano a quelli degli anni 60, quasi delle pancerine: color carne e un po’ castigati, ma tutto sta a farci l’occhio. I reggicalze altri si indossano allacciandoli in vita. E che in vita siano stretti, attenzione, perché…

Lezione n. 3: … un reggicalze deve reggere davvero, e voi non avete idea di quanto possano tirare in giù le calze. Perciò quando lo provate, dopo averlo allacciato per bene (non andare di fretta in queste cose, mai), tirate forte i nastri a cui sono attaccati i ganci. Se l’oggetto scende fino ai fianchi, passate al prossimo, deve essere più stretto.

Lezione n. 4: un tipo particolare di reggicalze è lo stringivita. Parte sotto il seno e finisce sopra ai fianchi, è in pratica un corsetto. Favoloso! ma magari da portare tutti i giorni è un po’ challenging.

Lezione n. 5: i reggicalze nascono per le calze che non stanno su da sole, ma quando ho chiesto ad Annamaria se vanno bene anche per autoreggenti e parigine, lei ha fatto quello sguardo che vuol dire: “è la morte sua”. Quindi sì, ma con un’accortezza: il gancetto va attaccato tra una striscia di silicone e l’altra.

Lezione n. 6: il reggicalze va indossato sotto lo slip, non sopra, se no per andare in bagno dovete spogliarvi. Se portate il body (aaaarrrggghhh! Ma ce ne sono di carini, magari una volta ogni tanto), sotto anche al body. Ho idea che sia parecchio scomodo, ma la mia mentore si è molto raccomandata, quindi io riporto tel quel.

Lezione n. 7: questa non è avvenuta nel negozio ma a casa mia. Agganciare un reggicalze ad un paio di autoreggenti può essere un incubo. Confido nel fatto che sia questione di allenamento. Io ci ho messo 20 minuti, per dire. Quindi prendetevi tempo, almeno le prime volte.

Adesso sapete tutto. Voi indossatelo e fatelo percepire al vostro partner. Poi godetevi il frutto di tanto studio ;)

/G

Premo il tasto rewind. Ho conosciuto le autoreggenti, i collant, le calze ed annesso reggicalze, quando questo non era un accessorio "complementare", ma essenziale, se una donna non voleva correre il rischio di trombosi, stringendo le calze e fermandole con un nodo, come facevano le nonne.
Era il tempo in cui le gambe delle donne valevano ancora qualcosa, prima che i jeans e poi i pantaloni nascondessero tanto e tale patrimonio femminile, e il nostro sguardo maschile si spostasse quindi più in alto. Allora vedere ed ancor più toccare quei pochi centimetri di pelle nuda che andava dal bordo delle calze a quello della mutanda era il massimo della voluttà (o forse erano i nostri ormoni giovanili?).

Il reggicalze sta a una donna come il Borsalino sta a un uomo: è questione di stile, di eleganza, di raffinatezza.  Esistono anche i reggicalze per uomo – da cui il famoso Ordine della Giarrettiera – ma credo che solo pochi Lords inglesi lo usino ancora.
Non so se sia stata una dimenticanza di G o non rientri nella categoria, ma esiste anche il reggicalze incorporato alla guepière. Ne ho regalato una a mia moglie la prima volta che siamo stati a Salisburgo: gialla, con le coppe con ferretto a balconcino e scosciata tipo tanga. I nostri lettori maschi capiranno.

Ma il reggicalze va saputo non solo indossare, ma anche usare con destrezza. Ha perfettamente ragione G al punto 7: fate esercizio, perché non c'è niente di peggio (per noi) che aspettare a braccia conserte che la nostra lei riesca a sganciare le clips. Che poi – a quello che ricordo – non è un'impresa titanica: prendere con la sinistra il bordo della calza, con la destra portare la clip aperta sulla calza, badando che la parte interna sia più bassa di quella esterna, infilarla nell'apposito occhiello e mettere in tensione la calza. Il contrario se si deve sfilare la calza. Talune erano così brave da fare tutta l'operazione con una mano sola.

Per quanto riguarda il colore del reggicalze, vale quanto già detto qui. Buona norma – ma ci sono sempre le eccezioni – è che il reggicalze si accompagni alle calze, nero con nero, bianco con bianco. E visto che siamo a Natale, rosso con rosso, ma anche no. Basta che lo indossiate, e che abbiate un uomo che lo sappia apprezzare.

/M

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Pubblicato in (S)vestirsi | Tagged as: , , , | 4 commenti

4 risposte a Il reggicalze in 7 lezioni capitali

  1. G scrive:

    M, per te non sarà un'impresa titanica :D
    Comunque il fatto è che con le autoreggenti è più difficile che con le calze fatte apposta, e in più i gancetti nuovi sono molto rigidi. Ci vuole tempo e pazienza…

  2. Sonno scrive:

    Per ora ho seguito il consiglio di G (no crema idratante e autoreggenti) e funziona, nel senso che le calze stanno su…
    Per il reggicalze prendo appunti da neofita… il mio personale è trovare  l'abito giusto sotto cui indossarle: attendo una lezioncina tipo "sesso, autoreggenti, e donne freddolose" :-)

  3. G scrive:

    niente da fare. una vera donna indossa i sandali senza calze anche a gennaio.
    (era un mantra di un paio di anni fa, ovviamente durato poco :) )

    • Melete scrive:

      G, il mantra è sempre valido. Personalmente, se ho troppo freddo per mettermi i sandali senza calze, non me li metto. Come quelle che si mettono le calze con le tiptoes (le scarpe col buco davanti, per intenderci)… Agghiaccianti! È inverno, mettetevi delle scarpe chiuse!
      Le parigine sono un'esperienza che devo ancora provare; essere alta 1,62 non mi invoglia molto… Al contrario, la guepière coi ganci per le calze è una cosa che mi piace molto e che ho già; adesso proverò i reggicalze :)  
      P.s.: ringrazio molto per il consiglio sul reggicalze e le autoreggenti… il problema mi tormenta da sempre, e finalmente ha una soluzione!!!

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