La notizia, già pubblicata sulla nostra pagina di FB, mi ha sconvolto: uno studio della Boston University School of Public Health ha rivelato che ogni 13 ragazze tra i 14 e i 20 anni, una ha fatto sesso di gruppo. Su 328 ragazze che hanno fatto una visita nelle cliniche dell’area di Boston, il 7,3% ha detto di aver fatto sesso con più persone contemporaneamente.
Le considerazioni sono due.
La prima riguarda la differenza tra le generazioni: decisamente rincoglionita la mia quanto libertina quella attuale. Per vedere i primi seni nudi abbiamo dovuto aspettare il '68, Woodstock, la rivoluzione sessuale, i primi Playboy; oggi basta un click su Google Immagini o una qualsiasi Rimini d'estate per vedere di tutto e di più. Cambia tutto, e cambia anche questo. Prendiamone atto.
Più sconvolgente è l'altra considerazione.
Succede che in maniera semiseria abbiamo ricevuto o abbiamo fatto proposte piccanti. Un tardo pomeriggio, dopo l'orario d'ufficio, una mia collega ed io stavamo prendendo un aperitivo con una zia di lei; parlando e scherzando ad un certo punto l'ha buttata lì: andiamo tutti a letto a casa mia. Abbiamo fatto finta di niente e tutto è finito lì. Ma intanto…
L'orgia, o il sesso a tre, a mio avviso rientra in quel "di più" che si sperimenta avanti, molto più avanti nel tempo. All'inizio di una vita a due e per molti anni non c'è bisogno di nient'altro; poi, quando la minestra è sempe quella, tutti cerchiamo di ravvivare la routine con artifici vari.
Le posizioni diverse, luoghi inusuali, situazioni particolari, abbigliamento intimo, sex toy, letture e cinema, tutto concorre a rallegrare e rinnovare il menage di una coppia sana e frizzante. Se ciò non avvenisse, sarebbe preoccupante. Oltre è pur sempre lecito fra adulti consenzienti e senza violenza.
Però, che fra i 14 ed i 20 anni si senta la voglia o la necessità di andare oltre, mi sembra parecchio deviante e deviato. E' come voler fare una pista nera appena messi gli sci o quando a malapena si riesce a fare lo spazzaneve. Per carità, si può fare tutto, ma si rischia anche di spaccarsi l'osso del collo.
/M
Adesso io dovrei fare il pippone sui tempi oscuri che attraversiamo e su che razza di genitori siamo per tirare su una generazione così poco sicura di sé che anche per scopare gli ci vuole l’appoggio del branco. Ok, consideriamolo fatto.
Sarò noiosa lo stesso, però, perché per far passare l’idea che a un certo punto ci sono cose che sono “di più” bisogna che prima si sia spiegato il “giusto”. Ma se il giusto non viene passato, allora che succede? Che si spostano gli assi, che si interpreta alla luce di quello che si vede cliccando su Google – che è un po’ il corrispondente di quanto per la nostra generazione era Postal Market, con quello che ne consegue a livello di immaginario.
Recentemente leggevo alcune ricerche sui giovani e la sessualità, da cui emergeva che la disinformazione dei nostri virgulti è pari a quella nella quale versavamo noi: leggende come “se lo fai in piedi/ se ti lavi con la cocacola/ se è la prima volta – non rimani incinta” sono tuttora esistenti, per dirne solo una. E a questo aggiungiamo anche che se uno come Fiorello si lancia in un’apologia del profilattico ci sono i soliti cretini che gridano alla scomunica. Insomma, le sollecitazioni sono tante ma gli strumenti per usarle nel modo giusto sono veramente pochi.
La proposta? Corsi di educazione sessuale ai genitori. Perché imparino come insegnarla ai figli. Se necessario spiegando loro anche la differenza tra il giusto e il di più, tra quello che fai perché è bello e quello che devi fare perché a un certo punto non ti tira più come prima. Ecco, magari usando parole diverse.
Alla fine ce l’ho fatta a fare il pippone. Alè.
/G



Il discorso è che tutto è visto già a 14 anni, tutto è già sperimentato. E quindi si ritiene normale sperimentare robe che in altre generazioni si fanno solo in determinati contesti, magari molto relegati ad un'età di quasi adultità (passatemi il termine), e di relativa incoscienza. Lasciamo a parte il discorso di coloro che lo fanno sistematicamente. Si parlava di sperimentare, no? Ecco io credo che i giovani d'oggi sperimentano tutto molto presto….
A me colpisce l'immaturità di fondo. Nonostante stimoli di tutti i tipi e informazioni a chili, i ragazzi sono immaturi dal punto di vista della relazione e dell'educazione sessuale. E anche gli adulti. Ho un sacco di amiche che ancora fa confusione tra ciclo, mestruazioni, giorni fertili and so on… cosa si può insegnare ai ragazzi se siamo i primi ad essere ancora così 'gnorri? Andare avanti a sperare che le ragazzine non tornino a casa incinte è un po' poco. Se Fiorello passa per eretico perché ha pronunciato la parola "preservativo", mentre mamma Rai proibisce di nominarla e a scuola non si parla neanche dell'ape e del fiorellino… nell'anarchia assoluta l'educazione sessuale è un fai da te con l'ausilio di youtube.
A me colpisce il fatto che i ragazzi siano degli irresponsabili, ma, ancora di più, che lo siano gli adulti. Viviamo in una società in cui i costumi sono più liberi che mai, eppure i genitori hanno paura di parlare di sesso e prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili ai loro figli. Voglio dire, posso capire che mia nonna non avrebbe mai fatto un discorso del genere a mia madre, perché erano altri tempi, ma oggi ci sbattono il sesso in faccia praticamente fin dalla nascita… Perché non EDUCARE i figli? Non dovrebbe, in fondo, essere quello il ruolo di un genitore? Capisco l'imbarazzo, ma personalmente preferirei evitare che mio figlio prendesse o trasmettesse l'AIDS piuttosto che evitare di dirgli che l'AIDS esiste e bisogna fare attenzione.
Non solo: io ho avuto un'ottima educazione sessuale, a 10 anni, a scuola. Le mie maestre hanno "ingaggiato" una psicologa, una sessuologa e una ginecologa per farci un corso, anzi, un percorso, visto che è durato l'intero anno scolastico, di educazione sessuale. Ed è stato il momento giusto e il migliore, perché ho avuto le mestruazioni per la prima volta prima di compiere undici anni. Ci sono genitori che a priori rifiutano che questo tipo di corsi vengano impartiti ai loro figli, perché credono che alle elementari sia "troppo presto" (e quando sarebbe il "momento giusto"?!?), salvo poi non avere nemmeno le palle di spiegare loro come funzioni il corpo che hanno dato loro "in dotazione". Facciamoci tutti un mea culpa, dai, che male non fa mai (ho anche fatto rima).