Per molte donne, 400 mila nel mondo, non è stato un buon Natale ed il 2012 si è aperto con un grave pensiero: dovranno tornare in sala operatoria per rifarsi la protesi al seno?
Le protesi prodotte dalla Pip (Poly Implant Prothese), fallita nel 2010, sono risultate pericolose dopo le analisi sanitarie svolte in Francia, che hanno verificato che il tipo di silicone utilizzato è diverso da quello indicato per le certificazioni. Inoltre, la sostanza rilevata trasuda dall’involucro in cui è contenuta e, sempre secondo il ministero francese, può provocare infiammazioni e raggiungere i linfonodi ascellari determinando adenopatie.
Sul caso è stato aperto un fascicolo anche in Italia dalla Magistratura di Torino. Lasciamo perdere il solito antifrancesismo e vediamo la sostanza, dietro la notizia: c'era c'è bisogno della chirurgia plastica?
Escludiamo dal nostro ragionamento il ricorso al bisturi quando è reso necessario per ripristinare l'aspetto, dopo una grave malattia o infortunio, come una mastectomia o un incidente. Su questo penso siamo tutti d'accordo che l'intervento plastico sia non solo opportuno, ma addirittura necessario per ridare alla persona – donna o uomo – le condizioni di una vita di relazioni sociali serena.
In una sotto categoria si metterei anche quelle azioni non strettamente necessarie, ma comunque utili per un migliore rapporto con se stessi e con gli altri (penso alla rimozione di un'escrescenza).
Ma se la plastica diventa un gadget solo per apparire diversi (maschi e femmine), ha un senso? Oso chiedere: è lecita?
Credo sia questione di libertà, di misura e di buon gusto.
Ogni decisione dovrebbe essere presa senza costrizioni o pressioni da parte del partner o anche della società che impone certi modelli. La misura ed il buon gusto penso siano proporzionali all'intelligenza delle persone, che a sua volta non è legata al numero di comparsate in tv o al ruolo sociale ricoperto.
Insomma, una cosa è passare ad una terza di reggiseno, un'altra è intervenire per una sesta o settima. Una cosa è il rimmel o il fondo tinta, un'altra sono litri di botox per riempire le labbra o trasformare la faccia in maschere tutte uguali.
Lasciamoci invecchiare senza patemi: qualche ruga in più aumenta il fascino, se c'è qualcosa dentro. Altrimenti è solo pornografia.
/M
La prima volta che mi sono vista tre rughe sul viso ho dato la colpa alla donna delle pulizie: era evidente che aveva lasciato dei segni sullo specchio. Su tutti gli specchi di casa, per essere precisi. Sono andata a ripassarmi il mantra di Anna Magnani ("non toglietemi le rughe, ci ho messo tanti anni per averle") e più o meno me ne sono fatta una ragione. Un'altra volta, durante una festa in discoteca (!) un tipo mi tacchina vistosamente al bar e io, molto divertita, dopo essere stata un po' al gioco racconto tutto a mio marito, il quale mi dice: "Beh, sei una signora ancora piacente". Oppure, in tempi più recenti, un'amica mi fa notare che "mi tengo bene".
Quando ero giovane e piena di ideali, naturalmente, non avrei mai immaginato che un giorno queste cose potessero lasciare un segno sul mio modo di vedermi e questa sicurezza mi rendeva molto sicura del fatto che mai, mai, avrei fatto niente per modificare il corso del tempo sul mio corpo. Ho cambiato colore di capelli decine di volte, ma perché ne avevo voglia, non l'avrei mai fatto per coprire i bianchi. Poi ci ho ripensato: ogni volta che chiamo la parrucchiera per fissare un appuntamento posso sentirla che si frega le mani – ho visto comparire i primi capelli bianchi a 25 anni, ho preso della famiglia di mio padre, ahimè.
E' che gli anni suonano diversamente per un uomo o per una donna. L'uomo diventa affascinante – vogliamo mettere il Clooney di oggi con quello di ER? -, la donna "una signora ancora piacente". E se non te li senti, gli anni, vederli nello specchio o negli occhi di chi ti guarda non è un bel momento. Per cui puoi decidere di passare alle maniere forti. A meno che tu non sia Rita Levi Montalcini, e allora è tutto un altro discorso, ma non tutte hanno un Nobel al loro attivo. Come sempre non esiste un libretto di istruzioni per la vita, nessuno ti insegna ad invecchiare.
Tutto questo per dire che capisco chi non ci sta dentro e si rifà – per l'età, attenzione: le diciottenni che vanno sotto i ferri per avere una sesta di reggiseno le prenderei a calci in culo e chiuso il discorso, non è neanche il caso di argomentare.
Capisco ma dubito che lo farò. Perché ho paura, principalmente: nessuno mi taglierà se non ne andrà della mia vita. E anche perché si sono visti fin troppi obbrobri per esporsi al rischio di diventare uno di loro (ecco, penso alla Vanoni o a Claudio Baglioni e mi vengono i brividi).
Però, ecco, chi siamo noi per essere così severi verso chi gli anni non li accetta?
/G



Mah, una buona terapia costa meno di una plastica e aiuta molto di piu ad accettare non solo gli anni, ma un mucchio di altre cose. Il punto è che in qualche modo la plastica da vanità è stata sdoganata (no, ma il botox, scusate, non lo mettete nella stessa categoria?) mentre l' introspezione che ci può aiutare a spezzare tanti circoli viziosi, anche piccoli e stupidi, ma che ci affaticano la vita da sempre, è ancora un tabù.
Pensa alla Duquesa de Alba senza i soldoni e i titoli e rabbrividisci, poi me lo ripeti se davvero è meglio non giudicare le cazzate altrui.
Anche perchè la protesi inutile uno, spero, se la paga da sè, mentre i danni posteriori sono a carico del servizio sanitario nazionale, e scusate, preferisco che quei soldi vadano spesi in neonatologia, per esempio, o per garantire l' epidurale a chiunque la richieda. O anche una bella plastica a chi per sfighe varie o incidenti si ritrova sfigurato, perchè no?
do per scontato che i ritocchini uno se li paga da solo. ciò detto, l'introspezione è, sì, ancora un tabù. del resto se non lo fosse forse staremmo messi meglio di come stiamo, in termini di concentrazione di veline&Co. a cui, ripeto, un calcio in culo non lo risparmierei di certo – e in questa categoria faccio rientrare i vari botox eccetera, che non considero diversi nel concetto dalla chirurgia.
pensavo a chi proprio non ci sta dentro, al passare degli anni, magari perché fa un mestiere che gli rende tutto più difficile. insomma, se non devo pagarlo io un seno che sfida la gravità, alla fine chissene, ecco.