E io che pensavo il contrario: che chi usa Internet, frequenta i social network e tutte le moderne tecnologie di TLC fosse mentalmente più aperta, e quindi anche più emancipata, più spregiudicata. Così pensavo, guardandomi intorno, osservando le quaranta-cinquantenni analfabete informatiche e le ventenni FB-dipendenti. C'è qualcosa che non mi quadra, o che non ho capito.
O i sondaggi, tanto per cambiare, sono impostati male e le conclusioni altrettanto sbagliate.
Al sondaggio condotto su oltre 2.000 lettrici dalla rivista americana Cosmopolitan America, una intervistata su cinque ha risposto che preferirebbe stare una settimana senza sesso che senza Facebook. A un altro, voluto da Intel e condotto da Harris Interactive su un campione di oltre 2.000 adulti tra uomini e donne, il 46% del campione femminile ha risposto di poter fare volentieri a meno del sesso per quindici giorni ma di non essere disposto a stare senza internet per lo stesso lasso di tempo. Infine, uno studio della compagnia di comunicazione americana Telenav condotto su 500 intervistati (il 70% dei quali donne), ha rivelato che per una persona su tre è più facile rinunciare ai rapporti sessuali che allo smartphone. (D il grassetto è nostro)
Se Piepoli mi chiedesse: preferireste stare due settimane senza lavarvi o senza sesso? è chiaro che sceglierei la doccia e lo shampoo. Ma, di fronte ad una emergenza che mi impedisse di avere l'acqua corrente, è facile che non rinuncerei anche a far l'amore.
/M
M, mi sono fatta un'idea: che il sesso non c'entri niente con l'emancipazione e con la spregiudicatezza, è un'altra cosa. E la propensione ad avere relazioni (amicali, intendo) online non è un indice di quanto poi queste relazioni possiamo aver voglia di portarle fuori dalla rete e più precisamente in un letto. Sono cose che non c'entrano. Così come mi rifiuto di pensare che una persona dedita ai social network sia poi incapace di coltivare amicizie "reali" (detesto anche la distinzione tra reali e virtuali, perché sono convinta che in una relazione che nasce e vive in rete non ci sia niente di virtuale), non posso pensare che i comportamenti sessuali siano in qualche modo prevedibili a partire dai comportamenti che una persona ha online.
Ciò detto, ci credo eccome che sia più facile rinunciare al sesso che a Facebook. Il sesso è un intermezzo (mezz'ora? un'ora? ogni quanto? per quanto tempo?), lo smartphone è tutta la vita. Tutta la vita per parlare con chi voglio ogni volta che voglio, per dire dove mi trovo e con chi, per farmi i fatti degli altri, anche. Vuoi mettere il divertimento? Molto più simile all'acqua corrente di una rotolata tra le lenzuola, per piacevole che possa essere.
Cosa penso io? Beh, che c'entra, la discussione è accademica, mica personale
/G


