Elogio della ciccia

E se per una volta andassimo controcorrente? Per esempio, intessendo le lodi di quanto una donna sia bella con qualche chiletto in più?


Tara Lynn è forse la top model extrasize più famosa e più pagata, a cui l'edizione francese di Elle ha riservato la copertina e ben venti pagine interne. La sua notorietà (12.684 amici in aumento sulla community di Facebook) è tale che le migliori case di abbigliamento la cercano per pubblicizzare le taglie forti.
Portarsi in giro 111 chili con disinvoltura non è semplice, ma riuscire a farlo con eleganza può risultare molto sexy.
Nonostante tutti gli sforzi femminili per assomigliare alle modelle di Vogue, agli uomini piacciono le bionde ma sposano le more, come amano le magre ma vorrebbero fare l'amore con le rotondette.
E prima o dopo ci riescono perché madre natura ha le sue regole e può più la menopausa che un personal trainer. Assicurato.

/M

Ok, lei ha trovato la sua nicchia ed è brava a gestirsela. Ma se una non è una top model? Insomma, nel quotidiano è un po' più complicato di così, ma sono d'accordo sul fatto che i chili portati con eleganza non tolgono niente alla possibilità di essere sexy.

Parliamo degli uomini? Dai, parliamo degli uomini. Cioè, degli uomini per i quali la tartaruga è solo un ricordo, o non c'è proprio mai stata. Non gli extrasize, insomma, quelli diciamo un po' in carne.

Ebbene, io trovo profondamente ingiusto che, a parte poche eccezioni magari anche un po' maniacali, gli uomini non sentano la necessità di buttare giù i chili di troppo, mentre per le donne è quasi un dovere sociale. E non è vero che la pancetta è sexy, non lo è, come non lo sono le manigliette dell'amore, che saranno pure dell'amore ma con l'amore hanno ben poco a che fare.

A meno che il tutto non sia inserito in una cornice che dissimula, "spostando il sintomo", per così dire.

Il rapporto con il proprio corpo è una faccenda che viene coltivata in modo completamente diverso nei maschi e nelle femmine. Mi raccontano di classi di seconda elementare in cui i nutrizionisti parlano di obesità ai maschi e di anoressia alle femmine: le due metà del cielo sono tremendamente distanti già a 7 anni, e pare che si incontrino solo in palestra, un enclave di cultura del corpo che è sopra le parti.

Voi che cosa ne pensate?

/G

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Pubblicato in Costume | Tagged as: , , , , | 8 commenti

8 risposte a Elogio della ciccia

  1. Melete scrive:

    Avevo scritto, giusto un anno fa, un articolo in proposito per il giornalino del liceo. Se volete ve lo mando. 
     
    Sono perfettamente d'accordo con G: se le donne devono imparare ad accettare le curve, gli uomini devono sforzarsi di non accettare la pancetta. Per esempio, sapevate che il motivo per cui di solito i chili di troppo delle donne in età fertile finiscono su cosce, seni e glutei è che la natura fa di tutto per evitare di ostacolare una gravidanza (pensate a un feto dentro a un ventre ricoperto di grasso… verrebbe schiacciato!)? Gli uomini, al contrario, "accumulano" sulla pancia, così come le donne in menopausa. Secondo la natura, le curve abbondanti delle donne devono dire all'uomo "io sono in età fertile, posso avere un figlio". L'uomo, però, non ha nessuna giustificazione "naturale" per avere la pancetta (che NON è sexy, ma proprio neanche un po').
     
    Come dicevo nell'articolo sopracitato, c'è un motivo ben preciso per cui la società attuale vuole donne al limite dell'anoressia. Se ci pensate, negli anni Venti il modello era la donna in carne. Negli anni '50 le pin-up, che non erano esattamente filiformi, facevano parte dell'immaginario erotico di ogni uomo occidentale. Poi è successo qualcosa. Io suggerirei che la rivoluzione del '68 sia la risposta alla nostra domanda. Nel '68, le donne hanno rivendicato il diritto a essere considerate padrone del loro corpo e del loro destino, ad avere la stessa dignità e gli stessi diritti degli uomini. La Storia non si ferma, e la società ha dovuto accettare il cambiamento. La società, però, è un prodotto maschile, e in un qualche modo aveva bisogno di continuare a tenere le donne in una posizione di subordinazione. Quale modo migliore che non convincerle che il loro aspetto migliore fosse quello meno naturale? Voglio dire, parliamoci chiaro. Il corpo femminile è fatto per essere grasso. Le donne bruciano calorie più difficilmente degli uomini, perché il loro corpo è progettato per contenerne un altro. Se devo portarmi in giro un bambino nella pancia per nove mesi, devo fare in modo che il mio corpo non consumi più calorie di quante riesca a introdurne. Convincere le donne che il dogma irrinunciabile fosse la magrezza le ha portate alla perdizione, perché, per Madre Natura, una donna dev'essere tutto fuorché magra. Se, per essere magra, mangio meno di quello che dovrei, quindi introduco meno calorie di quelle che il mio corpo consuma, la prima cosa che smette di funzionare è il mio cervello, perché mancanza di cibo significa problemi di circolazione del sangue, e quindi mancata ossigenazione dell'organo più importante che possediamo. La "vendetta" dell'uomo sul '68 è stata questa: fare sì che le donne, dopo aver chiesto e ottenuto libertà, si ponessero da sole dei limiti. Poi magari mi sbaglio, ma quest'idea mi pare molto plausibile. Voi che cosa ne pensate?

    • M scrive:

      Sono d'accordo con te sulla parte che riguarda madre natura. Da sempre i fianchi abbondanti sono considerati, a torto o a ragione, indice di fertlità; pensiamo alla Venere di Milo, alla Nike di Samotracia, e giù giù fino a Goya e a Edouard Manet. E non solo nella cultura occidentale: pensiamo agli arabi o ai neri che amano le donne dal culo grosso.
      In determinate situazioni il grasso serve alla sopravvivenza (vedi i pigmei) in mancanza di cibo  durante le traversate del deserto. Poi, con l'avanzare degli anni, uomini e donne prendono rispettivamente la forma "a mela" e "a pera", come insegnano alla scuola d'arte.
      Di certo la cultura degli anni '60 ha dato la stura alla donna anoressica, ma vogliamo dimenticare che la promotrice fu una donna, Mary Quant, che affidò a Twiggy il lancio ed il successo della minigonna? Attenta quindi ad addossare sempre e comunque le colpe allo sciovinismo maschile: si rischia anche di prendere qualche cantonata clamorosa.

      • G scrive:

        M, non è una cantonata e nemmeno un caso se è stata una donna a volere le donne filiformi, tra l'altro è quello che dice Melete.
        Le donne sono le peggiori nemiche delle donne, ne sono sempre più convinta

  2. Lanterna scrive:

    Non lo so, Melete, forse la questione è più complessa di così. Anche perché già in epoca Belle Epoque c'era stata la valorizzazione della donna filiforme, forse come conseguenza della tisica ottocentesca. Forse anche la donna senza curve fa parte (maldestramente) del processo per svincolarsi dall'equazione donna=madre, e quindi è un effetto collaterale del '68.
    Io sto rientrando nel mio peso dopo aver deragliato per quasi 3 anni. Lo sto facendo per salute, per rispetto verso me stessa e verso mio marito. E lui mi sembra fare altrettanto. Mi sembra una dinamica sana, ben diversa da quella della mia famiglia d'origine, in cui mio padre viene tenuto a dieta da mia madre per motivi di salute, ma non fa alcuno sforzo per responsabilizzarsi. Colpa di entrambi, lo so bene, ma mi fa una tale tristezza vedere una simile dinamica in una coppia adulta…

    • M scrive:

      Il ragionamento mi sembra portare al punto centrale: importante è piacersi e piacere alla persona a cui interessiamo. Se entrambi si amano sovrappeso (e qui abbiamo volutamente taciuto sugli effetti salutistici), o entrambi si preferiscono nel peso forma, ben venga, indipendentemente da quelli che sono i dettati della moda, della pubblicità, della cultura prevalente. Tara Lynn l'abbiamo presa come esempio.
      De gustibus eccetera: ci sono uomini che gradiscono la sesta ed altri la prima, ci sono donne che vogliono il proprio lui glabro e palestrato, altre che non disdegnano la pancetta e le maniglie dell'amore. Chi ha ragione?

    • Melete scrive:

      In realtà, Lanterna, io sono la prima che cerca di mantenere il proprio peso a 51 chili essendo alta 1m62. Il punto, come dice M, è piacere e piacersi. Io non voglio essere una strafiga, ma sento il bisogno di accettare il mio corpo, e se, per farlo, devo concedermi un massimo di 70 grammi di pasta al giorno, ben venga. Il corpo filiforme, come dici tu, ha forse contribuito a sdoganare l'idea "donna=madre", ma, personalmente, per quanto mi riguarda, per liberarmi dall'equazione preferisco evitare di avere dei figli, piuttosto che rinunciare a star bene con me stessa. 
      Sono d'accordo con te per quanto riguarda l'idea di due adulti che, per rispetto reciproco, si prendono cura dei rispettivi corpi. Trovo infatti fondamentale il fatto di far rientrare anche il proprio corpo in un'ottica di dono reciproco, all'interno di una relazione. Secondo me, però, la cosa più importante, quando si parla di "costruire" la propria personalità (e quindi anche il proprio aspetto fisico), è farlo per se stessi, non per qualcun altro; non dico questo per egoismo, ma per il semplice fatto che, succeda quel che succeda, io sono l'unica persona con la quale sono certa che resterò fino alla fine dei miei giorni, quindi è indispensabile non solo che mi accetti, ma che mi piaccia.

    • G scrive:

      Lanterna, apri un discorso che secondo me si situa ad una profondità diversa, quando citi la tua famiglia d'origine. Credo che la cultura del corpo sia appannaggio di certe epoche ma anche di un certo tipo di persone, è nella testa di una società, intesa anche in forma ristretta (io, la mia famiglia, le persone che frequento). Molti di noi sentono la necessità di apparire in un certo modo perché sono circondate da persone che appaiono in un certo modo, quando non è così viene a cadere una motivazione fortissima, quella dell'accettazione.
      Probabilmente la generazione dei nostri genitori, fatta eccezione per quegli strati che, per ruolo professionale o per classe sociale, sono messi a confronto quotidianamente con un certo modo di proporre il proprio corpo, quella generazione, dicevo, forse ha visto nel corpo un accessorio.
      Del resto la cultura cattolica, solo per fare un esempio, considera il corpo come un'appendice semovente dell'anima – della quale, quindi, uno può anche non curarsi. Da questo punto di vista l'unica ragione per aver cura di se stessi è l'aspetto della salute, e quindi, assolto quello (penso alla tua mamma) tutto il resto è opzionale, un di più di cui non si percepisce neanche l'esistenza.

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