Un miliardo di cattivi pensieri

Tutti voi sporcaccioni (e sporcaccione, s'intende) conoscete fin troppo bene PornStar Tweet, il social dove si cinguetta solo di porno seguito da quasi 50 mila persone e che raccoglie le migliori star del porno. Ma forse non sapete che sono circa 2 miliardi e mezzo le email pornografiche che vengono spedite tutti i giorni (pensando che siamo in 7 miliardi al mondo, ma quanto scrivono questi erotomani? e soprattutto, come fanno a scrivere qualcosa di nuovo, che io ho grossi problemi solo a mettere insieme un post?).
Queste ed altre cifre ce le rivela nel suo blog non il primo che passa, ma Guido Ghedin, specializzato in comunicazione virale e integrata alla famosa UCLA, l'Università della California di Los Angeles.
Ma cosa guardiamo guardano nel porno web? Ce lo spiega con dovizia di particolari il libro di Ogi Ogas e Sai Gaddam, ricercatori della Boston University, autori del saggio “A billion Wicked Thought” (un miliardo di cattivi pensieri, quante sono le ricerche fatte in Internet dai due studiosi). Per esempio che

gli uomini preferiscono le donne formose, almeno sul web. Meglio se giovani, certo, – sottolinea D – ma in fatto di materiale erotico e pornografico anche cinquantenni e sessantenni sembra siano molto cliccate.

Ma anche che

se la parola ‘giovane’ è una delle più cercate in abbinamento a ‘porno’ e simili, salta fuori che una corposa nicchia di ricerche è rivolta alle cosiddette “Milf” (acronimo che sta per “mothers I’d like to fuck”, dunque si tratta di signore tra i 35 e i 50 anni), che nella classifica delle ricerche a tema sessuale si piazzano al terzo posto dopo ‘giovane’ e ‘gay’. Tanto che uno dei termini più cercati sul sito PornHub secondo gli autori è ‘mom’, mamma, mentre non mancano le ricerche di nonnette scatenate (le cosiddette “Gilf”, dove la g dell’acronimo sta per ‘granny’, nonnetta appunto). Inoltre tra gli eterosessuali riscuotono notevole interesse le trans e in generale i genitali maschili.

E le donne? Il 13% di chi guarda il porno sul posto di lavoro è femminile e l'interesse non è dissimile da quello maschile, anzi è aumentata la curiosità nei confronti di pratiche e scelte diverse dal proprio orientamento, e come emerge dalla ricerca ci si trova davanti a donne attirate dal porno gay maschile.

Ma ciò – afferma DireDonna – non sempre coincide con il reale desiderio di ognuno, il più delle volte rimane una semplice curiosità che si vuole soddisfare. Non una necessità legata all’appagamento del desiderio sessuale. Teoria sostenuta anche da Donald Symons, psicologo dell’età evolutiva e importante pioniere nel campo della sessualità umana.

Che dire? Buon divertimento!

/M

I cattivi pensieri sono il sale della vita. E il pepe, eventualmente. Sono colpita e contenta del (rinnovato? tardivo? scontato? noto?) interesse per le signore non più giovanissime, che spesso nella loro testa coltivano fosche riflessioni sul tempo che passa.

Che poi la ricerca di questo tipo di contenuti non coincida con il reale desiderio, ci sta bene. Insomma, non è che dobbiamo per forza aver bisogno di un paio di scarpe per guardare le vetrine.

Mi colpisce invece il discorso sulle email pornografiche, e non posso fare a meno di pensare all'epoca delle chat, quelle della prima ora, IRC, per intenderci, dove svariate persone hanno perso un numero indefinito di diottrie. La cosa che mi incuriosisce particolarmente è il linguaggio del porno, anzi il linguaggio erotico. Mi spiego meglio. Il film porno adotta un linguaggio molto definito (magari un filo povero, ecco), e così pure il fumetto o il libro. Ma film, fumetti e libri sono diretti a tanti. L'email (e la chat, anche) sono invece diretti a una sola persona, il che modifica notevolmente la prospettiva. Ora, io mi chiedo: ma per scrivere un'email "porno" (ok, mi fa un po' schifo questo termine, si era capito? preferisco pensare che se scrivo a una persona il mio codice sia "erotico", e non sono sfumature)… come si fa? Sì, proprio, come si fa? Cioè, è una cosa che uno pensa prima e poi scrive – come se stesse scrivendo un libro – o il tratto erotico si definisce man mano che si va avanti nella scrittura e ci si eccita da soli? E poi: ci si pongono dei limiti? Quali? Non dimentichiamoci che sono "solo" parole, quindi in teoria limiti non ce ne sono, dal momento che l'integrità fisica dei partecipanti alla conversazione è per definizione salva a priori. Insomma, ecco, io ho queste curiosità, e altre che adesso non mi vengono in mente. Se qualcuno dei nostri lettori ha esperienza in merito, per favore mi spieghi.

/G 

Altri post che ti potrebbero interessare:

Pubblicato in Libri, Mass media ed Internet | Tagged as: , , , | 2 commenti

2 risposte a Un miliardo di cattivi pensieri

  1. A. scrive:

    Ma per carità. secondo me sti sondaggi so tutte cazzate. Come fanno a sapere che io ho una fAIga e non un large penis? Ma dai, mica sta scritto sull'IP!

    • M scrive:

      Hai mai sentito parlare di Big Brother? Attenzione, cara A, a come parli e scrivi: è tutto registrato.
      Il tuo IP infatti è uno di quelli sottolineati in rosso, sotto controllo costante.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong> <font color="" face="" size=""> <span style="">

© 2011-2012 Letti Gemelli All Rights Reserved -- Copyright notice by Blog Copyright