Un bacio è un bacio è un bacio

Da bambina, quando due si baciavano in un film, mi assillava un dubbio atroce: ma dove li mettono i nasi?

[Digressione. Da bambina non guardavo film d’amore abitualmente, ma poteva capitare. Ad una condizione: che fossero in bianco e nero. Nei film in bianco e nero, infatti, dopo un bacio c’era solo un altro bacio, al massimo. Con l’avvento del colore, dopo un bacio poteva succedere di tutto, e i miei, che non sono proprio disinvolti, per non saper né leggere né scrivere, cambiavano canale. Anche se di canali ce n’erano solo due e ci si doveva alzare per cambiare. Fine della digressione.]

Il dubbio sui nasi è stato sciolto solo più tardi, quando mi sono resa conto che è un falso problema, e che anzi il naso ricopre una priorità ridicola nel novero delle cose che possono rovinare un bacio infarcendolo di altri pensieri. Ho provato a raccoglierli vedendo la cosa dal punto di vista delle donne, naturalmente, e altrettanto naturalmente invito M a raccontarci come la pensano i maschietti in merito (e non vale, M, se anche stavolta dici che tu non fai testo, ché tanto non ti crediamo, ok che sei speciale, ma non esageriamo con la specialezza).

Ultima nota: lo so che i lettori di questo blog sono un po’ più maturi della media degli adolescenti che consultano video e siti ad hoc sull’argomento (ce ne sono milioni), ma la considero una ragione di più per un ripassino. Col tempo di tende a lasciarsi andare, a volte anche al di là della pancetta.

Intro
Quando sta per partire un bacio si sente nell’aria. Lo sentono le donne e lo sentono gli uomini. Di solito sono le donne a prendere l’iniziativa – come su tutte le cose della vita, del resto. Questo è un fatto. Quello che potete fare voi maschietti è riconoscere, anche senza dirlo, che se vi avessimo aspettato col cavolo che staremmo insieme.

1. Quando parte un bacio parte la lingua. Sbagliato. Il bacio è prima di tutto contatto. Curate questo, curatelo bene. Un buon modo per curare il contatto è curare le labbra: risparmiateci le screpolature, non sono piacevoli. Attardatevi, dateci il tempo di realizzare che noi abbiamo fatto il primo passo e voi non vi siete sottratti. Approfittate di questo tempo per capire che tipo di bacio avevamo in mente quando vi abbiamo ghermito. Poi, se è il caso, fate partire la lingua.

2. Attenzione alla saliva. Niente è più antipatico di un bacio “bagnato”. Siete in grado di farlo, ne sono sicura.

3. Labbra morbide, ma non molli. Se necessario esercitatevi (non so se esistono degli esercizi per rendere tonica la bocca come quelli di Kegel per il pavimento pelvico. Voi almeno provateci), ma non ci sbattete in faccia una specie di pezzo di sushi un po’ andato. Contrarre, su!

4. Torniamo alla lingua. Non è un martello pneumatico. Non è un boa constrictor. Non è (neanche lei) un pezzo di sushi un po’ andato. Non è lo scovolino del dentista. Fatele corteggiare la lingua di lei, come in una danza. Viene meglio.

5. Occhi aperti o chiusi? Qui dipende dalle scuole di pensiero e anche da come siete voi. Però, se li tenete aperti, non fatevi beccare con l’espressione guardinga o spaventata o di quello che sta pensando “ammazza, quanto so’ figo!”.

6. Fateci capire che “ci state dentro”, attraverso il bacio ci arrivano i vostri messaggi: di benessere, di amore, di tenerezza, di eccitazione, oppure anche di stanchezza, se c’è. Ecco, non li mettete a tacere, questi messaggi, fanno tanto tanto bene.

7. Fateci respirare. Fuor di metafora, non ci bloccate le vie respiratorie, se la bocca è impegnata fate in modo che il naso sia libero (ecco, vedi che ritorna il naso e che non aveva una priorità ridicola?).

Ndr. Ho un debito verso Quaranta ma non li dimostra, fonte preziosa di spunti per questo post. 

/G

Concordo su (quasi) tutta la linea, compresa la specialezza (in effetti, se c'è una cosa di cui sono discretamente fiero, è l'ars basiandi, come dichiaratomi da una fanciulla).
Spiego il quasi. Mica è vero che sono sempre le donne a prendere l'iniziativa. Io credo nell'attimo fuggente: c'è un momento in cui un uomo ed una donna capiscono che "quello" è il momento giusto per baciarsi, non un secondo prima né un secondo dopo. Gli sguardi si incrociano, gli occhi leggono dentro l'anima dell'altra persona, i volti si avvicinano, le labbra si socchiudono, ed avviene quel contatto magico che sprigiona un fuoco nel cuore e nelle viscere. Ci si incontra a metà strada.
Non sempre il bacio più bello è quello francese, con la lingua, per intenderci. Nella mia esperienza il più bello è il primo, senza lingua, quasi uno sfioramento tra labbra, quando si scatena la scintilla, prima che passi tutta la corrente. E' quel bacio che ci fa sentire la morbidezza delle labbra, il profumo della pelle, la mancanza di screpolature o di ipersalivazione. E' il bacio dell'amore, non della passione (quella verrà con il secondo bacio, subito dopo).

E' il bacio dell'amore, dicevo, tant'è vero che le puttane non baciano (vedi Pretty Woman) né certe compagne d'avventura passeggera. O almeno a me è capitato così: donarsi completamente per una scopata, ma rifiutarsi di baciare sulle labbra.
A volte i baci possono "saziare" ancor più di un amplesso vero e proprio, sostituirlo egregiamente, soprattutto in storie che non possono (o devono) avere strascichi nel tempo.
Il bacio, a differenza del coito, non ha limiti fisici: si può baciare una donna, o un uomo, per ore, senza soluzione di continuità o di stanchezza. Bene lo sanno le lesbiche.
Tutto questo avviene in genere la prima volta in assoluto, e le tante prime volte – per esempio – dopo una lunga lontananza. Fra due partner, coniugi o conviventi, il bacio col tempo perde la sua carica erotica. Diventa affettuoso, coccoloso, un apostrofo fra le parole ti voglio bene, parafrasando i cioccolatini, come al risveglio o prima di addormentarsi.

Attenzione al bacio comico, nobilitato in musica da Herbert Pagani (qualcuno se lo ricorda ancora?): il momento magico di cui parlavo prima può frantumarsi sulle lenti, se entrambi portano gli occhiali. Il cin cin fatelo con un calice di vino. Prima.

/M

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