Uno può decidere di seguirlo oppure no, Sanremo, ma sta di fatto che è un evento di quelli grossi. Per celebrare la cosa fuori dalle ovvietà sono andata alla ricerca di canzoni un po’ particolari. Ecco. Voi ci avete mai pensato al fatto che alcuni grandi classici del passato hanno uno sfondo sessuale dibbestia? E non parlo di Elio o degli Squallor, no no, parlo proprio di classici.
Ad esempio, provate a leggere bene questo testo, per cominciare. Lui è l’immarcescibile Celentano e la canzone è “Una carezza in un pugno”, che già dovrebbe farvi drizzare le antenne. Chiaro che il racconto parla analoghe reazioni per altre parti del corpo: com'è che dentro un pugno ci può stare una carezza?
A mezzanotte sai
che io ti penserò
ovunque tu sarai, sei mia
e stringerò il cuscino fra le braccia
mentre cercherò il tuo viso
che splendido nell'ombra apparirà
mi sembrerà di cogliere
una stella in mezzo al ciel,
così tu non sarai lontano
quando brillerai nella mia mano.
Ma non vorrei che tu
a mezzanotte e tre,
stai già pensando a un altro uomo.
Mi sento già sperduto
e la mia mano
dove prima tu brillavi,
è diventata un pugno chiuso, sai.
Cattivo come adesso
non lo sono stato mai,
e quando mezzanotte viene,
se davvero mi vuoi bene,
pensami mezz'ora almeno,
e dal pugno chiuso
una carezza nascerà.
Eccetera.
E siccome abbiamo iniziato con un gigante, proseguiamo su questa strada. “L’importante è finire”, di Mina, è stata già ricordata in queste pagine. Si parlava giustappunto di cose che non c'entravano molto con il canto ma c'entravano molto con l'argomento di cui ci si diletta qui. La canzone infatti dice così:
Adesso arriva lui,
apre piano la porta
poi si butta sul letto
e poi e poi
ad un tratto io sento
afferrarmi le mani
le mie gambe tremare
e poi e poi e poi e poi
spegne adagio la luce,
la sua bocca sul collo
ha il respiro un po' caldo
ho deciso lo mollo,
ma non so se poi farlo
o lasciarlo soffrire
l'importante è… finire.
Adesso volta la faccia,
questa è l'ultima volta che lo lascio morire
e poi e poi
ha talento da grande lui
nel fare l'amore
sa pigliare il mio cuore
e poi e poi e poi e poi
ha il volto sconvolto
io gli dico ti amo,
ricomincia da capo
è violento il respiro,
io non so se restare
o rifarlo morire
l'importante è… finire
Voi che cosa ci leggete dentro?
Un’altra che era giovane quando io ero poco più che una bambina, Marcella Bella. La quale, già in modo parecchio più esplicito, cantava di cieli e veli e paradisi (non fiscali, a quell'epoca). La canzone è "Nel mio cielo puro":
Il sesso è una passione acuta un temporale
Che a volte mi travolge a volte mi fa male
Se mi vuoi io sono qui
E ti grido tanti sì
Se tu vuoi approfittarne fallo pure
Ma non dimenticare
Ma non dimenticare ma non dimenticare.
Ancora non ti ho fatto entrare
Nel mio cielo puro
C’è un paradiso da scoprire
Dietro un velo nero.
Ti guardo come un’ape madre guarda il miele
Ma è un meccanismo fisiologico banale
Le mie voglie sono tue senza tante ipocrisie
I pudori e i vestiti puoi gettare
Ma non dimenticare
Ma non dimenticare ma non dimenticare.
Ancora non ti ho fatto entrare
Nel mio cielo puro
C’è un paradiso da scoprire
Dietro un velo nero.
Tu sei sulla soglia ormai
Ma non ti sbagliare
Straniero di casa tu ancora non sei.
Ancora non ti ho fatto entrare
Nel mio cielo puro
C’è un paradiso da scoprire
Dietro un velo nero.
Se mi vuoi io sono qui
E ti grido tanti sì
Se tu vuoi approfittarne fallo pure
eccetera
Ne ho messe tre, considero fatta la mia parte, ma potrei citarne altre, spesso insospettabili. Facciamo un gioco? Chi aggiunge più canzoni vince un ingresso gratis al prossimo LettoRaduno!
/G
Allora io provoco. Parto con un mio idolo, Patti Pravo, e una delle sue più belle interpretazioni: Pensiero Stupendo. Una fantasia che si traduce in realtà. O forse rimane soltanto un pensiero. Stupendo.
E tu
E noi
E lei
Fra noi
Vorrei
Non so
Che lei
O no
Le mani
Le sue
Pensiero stupendo
Nasce un poco strisciando
Si potrebbe trattare di bisogno d'amore
Meglio non dire
E tu
E noi
E lei
Fra noi
Vorrei
Vorrei
E lei adesso sa che vorrei
Le mani le sue
Prima o poi
Poteva accadere sai
Si può scivolare se così si può dire
questioni di cuore.
Pensiero stupendo
Nasce un poco strisciando
Si potrebbe trattare di bisogno d'amore
Meglio non dire
E tu
E noi
E lei
Fra noi
Vorrei
Vorrei
E lei adesso sa che vorrei
Le Mani le sue
E poi un' altra volta noi due
Vorrei per amore o per ridere
Dipende da me
E tu ancora
E noi ancora
E lei un' altra volta fra noi
Le mani questa volta sei tu e lei
E lei a poco a poco di più, di più
Vicini per questioni di cuore
Se così si può dire
Dir
E tu ancora
E noi ancora
E lei un' altra volta fra noi
Fra noi fra noi.
Pensiero stupendo
Nasce un poco strisciando
Si potrebbe trattare di bisogno d'amore
Meglio non dire
Passo ad un capolavoro in assoluto: Margherita, nella sola ed unica interpretazione di Riccardo Cocciante. Un inno all'amore in assoluto che mi piace immaginare a Parigi.
Io non posso stare fermo
con le mani nelle mani,
tante cose devo fare
prima che venga domani…
E se lei già sta dormendo
io non posso riposare,
farò in modo che al risveglio
non mi possa più scordare.
Perché questa lunga notte
non sia nera più del nero,
fatti grande, dolce Luna,
e riempi il cielo intero…
E perché quel suo sorriso
possa ritornare ancora,
splendi Sole domattina
come non hai fatto ancora…
E per poi farle cantare
le canzoni che ha imparato,
io le costruirò un silenzio
che nessuno ha mai sentito…
Sveglierò tutti gli amanti
parlerò per ore ed ore,
abbracciamoci più forte
perché lei vuole l'amore.
Poi corriamo per le strade
e mettiamoci a ballare,
perché lei vuole la gioia,
perché lei odia il rancore,
poi con secchi di vernice
coloriamo tutti i muri,
case, vicoli e palazzi,
perché lei ama i colori,
raccogliamo tutti i fiori,
che può darci Primavera,
costruiamole una culla,
per amarci quando è sera.
Poi saliamo su nel cielo
e prendiamole una stella,
perché Margherita è buona,
perché Margherita è bella,
perché Margherita è dolce,
perché Margherita è vera,
perché Margherita ama,
e lo fa una notte intera.
Perché Margherita è un sogno,
perché Margherita è sale,
perché Margherita è il vento,
e non sa che può far male,
perché Margherita è tutto,
ed è lei la mia pazzia.
Margherita, Margherita,
Margherita adesso è mia,
Margherita è mia…
Abbandonandomi ai ricordi, la lista sarebbe lunghissima: ogni canzone ha segnato un'epoca o un momento della vita. Chiudo la mia trilogia con una canzone di Enrico Ruggeri, cantata in maniera superlativa da Fiorella Mannoia, Quello che le donne non dicono. Anche un uomo può a volte interpretare i pensieri di una donna, quando ci si ama.
Ci fanno compagnia certe lettere d'amore
parole che restano con noi,
e non andiamo via
ma nascondiamo del dolore
che scivola, lo sentiremo poi,
abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia
è una mancata verità che prima o poi succederà
cambia il vento ma noi no
e se ci trasformiamo un po'
è per la voglia di piacere a chi c'è già o potrà arrivare a stare con noi,
siamo così
è difficile spiegare
certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui,
con le nostre notti bianche,
ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro "si".
In fretta vanno via della giornate senza fine,
silenzi che familiarità,
e lasciano una scia le frasi da bambine
che tornano, ma chi le ascolterà…
E dalle macchine per noi
i complimenti dei playboy
ma non li sentiamo più
se c'è chi non ce li fa più
cambia il vento ma noi no
e se ci confondiamo un po'
è per la voglia di capire chi non riesce più a parlare
ancora con noi.
Siamo così, dolcemente complicate,
sempre più emozionate, delicate ,
ma potrai trovarci ancora quì
nelle sere tempestose
portaci delle rose
nuove cose
e ti diremo ancora un altro "si",
è difficile spiegare
certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui,
con le nostre notti bianche,
ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro "si"
/M
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